Manifesto del Fare

Navigando in rete si ha la possibilità di trovare un’infinità di risorse che possono aiutarci a migliorare noi stessi. Oggi vogliamo parlarvi del Manifesto del Culto del Fare. Magari il nome non rende, però siamo sicuri che lo troverete molto interessante.

Una piccola premessa sull’autore è doverosa: Bre Pettis è un giovane imprenditore americano che ama definirsi come “uno che fa cose”: tra robotica e innovazione, nel 2009, ha redatto un manifesto anti-procrastinazione,13 principi che vogliamo condividere con voi.

1. Ci sono tre stati dell’essere: la non conoscenza, l’azione e il completamento. Fondamentalmente anche quando non facciamo nulla in realtà stiamo agendo, solo contro noi stessi.

2. Accetta che ogni progetto è una bozza. Questo ti aiuterà a completarlo. Non serve essere perfezionisti, quello che conta è fare. Se aspettiamo che tutto sia perfetto non cominceremo mai.

3. Non c’è una fase di editing. Repetita iuvant: il perfezionismo è una perdita di tempo. Se vuoi fare qualcosa, cerca di farla al meglio la prima volta.

4. Fingere di sapere cosa si sta facendo è quasi come sapere cosa stai facendo, così semplicemente accetta che conosci cosa stai facendo anche se non è così, e fallo. Questo oltre ad aiutarci a portare a termine un lavoro, ci aiuterà ad avere più fiducia in noi stessi.

5. Bandisci la procrastinazione. Se aspetti più di una settimana per mettere in pratica un’idea, allora è meglio se lasci perdere. Aspettare è la causa di ogni fallimento. Se vogliamo raggiungere il successo dobbiamo fare qualcosa per raggiungerlo.

6. Lo scopo del fare non è completare i progetti, ma avere tempo per fare altro. Facendo possiamo smettere di lamentarci di non avere mai tempo per fare altro, al contrario della procrastinazione, che ci porta, letteralmente, a sprecare la nostra vita.

7. Una volta completato un lavoro puoi buttarlo via. Questo punto rende meglio se tradotto come “Una volta completato un lavoro puoi smettere di pensarci e preoccupartene”. Punto fondamentale

8. Ridi della perfezione. E’ noiosa e ti tiene lontano dal finire il lavoro.

9. Le persone che non si sporcano le mani hanno torto. Fare qualcosa ti mette dalla parte della ragione. In molti parlano a sproposito senza aver realmente fatto qualcosa. L’esperienza è l’unica vera maestra, quindi andiamo a sporcarci le mani!

10. Il fallimento conta come azione. Quindi sbagliare va bene. Non possiamo avere successo al primo tentativo, ma sbagliando e imparando dai nostri errori.

11. La distruzione è una variante del fare. Perché qualsiasi scelta o azione che compiamo è comunque un fare.

12. Se hai un’idea e la pubblichi su internet, vale come un fantasma del fare. La traduzione letterale non rende, ma il senso è: dichiarare di voler fare qualcosa non equivale a fare quel qualcosa, quindi smettiamo di riempirci la bocca di parole e rimbocchiamoci le maniche.

13. “Fare” è il motore del “più”. Smettendo di procrastinare si raggiungono dei traguardi e il fatto stesso di raggiungerli ci fa venire voglia di raggiungerne di nuovi, basta solo decidersi a volerlo.

Che ne dite? Siete d’accordo o pensate che manchi qualcosa?